Neonato trovato nel water di un fast food
ANSA: Ha partorito in un bagno di un Mc Donald's di Roma, poi lo ha gettato nel water ed è scappata
via. Il piccolo è rimasto per nove lunghissimi minuti nell'acqua prima di essere scoperto e salvato
da un dipendente del fast food allarmato da due clienti ancora sotto shock per la scena alla quale
si sono trovate di fronte. In ospedale l'hanno chiamato Emanuele, pesa piu' di tre chili ed e' in discrete condizioni,
considerando quanto ha gia' passato.
Anna correva nel buio con la sola vestaglia, senza sentire il freddo né il dolore ai piedi scalzi.
Sentiva
solo il sangue colarle tra le cosce e rimescolarsi alla sua colpa, al
suo fiato, al suo sudore, al mulinnello scomposto delle gambe; tutto si
ingarbugliava ai suoi pensieri in un turbine senza forma, che scivolava
via sull'asfalto.
Suo padre glielo diceva sempre: sai solo fare delle
cazzate, mai che ne combini una giusta. Merda, quella volta ne aveva
fatte anche troppe di cazzate, anche troppe.
Adesso però stai concentrata Anna, corri verso la discarica. Non cadere, Anna, cazzo non svenire adesso, ormai ci sei.
Tutte
quelle pasticche, ieri sera alla festa; il fumo, o forse l'alcool,
forse tutto insieme; incinta, cazzo. E poi quell'idea, e l'aveva fatto,
davvero.
Non si ricordava neanche più. Tutto si confondeva... Ma
adesso non cadere, il cancello aperto, ecco, rimani lucida. Adesso devi
rimediare, forse non è tardi.
L'aveva buttato nel camion, un'ora
prima, avvolto in un sacco di vestiti. No, no, non per soffocarlo...
inconsciamente l'aveva avvolto per proteggerlo; davvero...
Anna si
sentiva consumare; il sangue, la vita, le forze fuggire via. Mi sto
disintegrando, pensò, così non rimarrà niente di me quando arriverò.
E invece arrivò alla distesa di rifiuti e le vide: le luci dei fari del camion della spazzatura.
Anna cominciò a camminare sul pattume tenendosi il grembo per il dolore. Il camion cominciò a versare il suo contenuto.
Così l'avrebbero ucciso!
- NO! - Urlò più forte che potè, piegandosi sulle ginocchia, mentre suo padre le urlava nelle orecchie: sei solo una puttana!
Il camion era lontano, troppo lontano. Ma si fermò.
Anna
si spazzò con la manica della vestaglia le lacrime che le stavano
oscurando la vista. Riprese a correre, arrivò a vedere l'uomo accanto al
camion, lo raggiunse.
Quello non la guardò nemmeno, stava rovistando tra i rifiuti.
Quando
Anna gli fu accanto, l'uomo tirò fuori qualcosa. Anna spalancò la bocca
ma non riuscì a gridare: l'uomo aveva in mano un braccino; mano e mezzo
avambraccio.
Anna cadde sulle ginocchia, le lacrime di nuovo gli riempirono gli occhi, la testa girò: sei solo una combina cazzate, troietta!
Per un attimo tutto fu buio poi una mano la scosse: - Signorina!
Una
forza la sollevò mentre tornava a sentire, a vedere. L'uomo la stava
tenendo, sorrise: - Signorina, guardi, è solo una bambola.
Anna si spazzò gli occhi, guardò il braccino che l'uomo le porgeva, assieme alla testa di plastica, al corpo e al vestitino.
Anna sentì le forze tornare; seguite dalla voce nella testa: fossi almeno capace di sistemare i casini che combini, troietta!
Questa volta no papà, questa volta sistemo tutto: - Presto, c'è un bambino, uno vero! In un sacco blu, lì in mezzo!
- Ma cosa dice...
- Sì, l'ho... gettato io... ma adesso mi aiuti!
Si
misero a cercare con rabbia. Poco dopo trovarono il fagotto, ancora sul
camion. I vestiti in cui era avvolto attutivano i vagiti, ma avevano
tenuto vivo il bimbo. Il pianto li investì quando il piccolo venne
liberato.
L'uomo prese il corpicino e salì sul camion. Anna fece per
seguirlo ma quello la fulminò con lo sguardo dell'angelo giustiziere: -
Signorina, lei stia qui, le mando un'ambulanza. Ha perso troppo sangue.
Il camion partì e Anna si sdraiò tra i rifiuti, sola nel buio.
MasMas
Stile: racconto ispirato
Notizia principale: http://www.ansa.it/mobile/fdg/8008432.html
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