giovedì 23 maggio 2013

23 Maggio

Ho appena sfornato il secondo vassoio di brioche salate per la festa di domani, a scuola.
Ognuno porta qualcosa, perché la scuola è piccola e abbiamo bisogno che sopravviva.
Sarà un grande giorno! I bambini presenteranno la LORO scuola e poi Linda e la sua classe prenderanno i tre calci in culo dalle maestre, che li spediranno direttamente in prima elementare, dopo ovviamente aver passato i propri contrassegni ai nuovi entrati dell'anno prossimo.

Mi viene in mente che oggi è il 23. Compie gli anni la mia cuginetta.
E c'è pure un altra cosa che mi viene in mente.
Una cosa lontana nel tempo e nello spazio, ma non nel mio cuore.
Non nella mia mente.
Un tempo: 21 anni fa.
Un luogo: Capaci.

Ero in salotto, quel giorno, in quel momento. Mi stavo preparando lo zaino coi libri, per la scuola il giorno dopo.
La tv era accesa ed era partita un'edizione straordinaria: "STRAGE A CAPACI".
Nemmeno sapevo dov'era, Capaci.
Però Falcone sapevo chi era.
Ero ragazzina, ma lo sapevo.
E sapevo cosa contro combatteva.
Mi ricordo che non mi staccai più dalla tele, per sapere cosa stesse succedendo.
Ero a casa da sola, quel pomeriggio.
I miei erano al lavoro.
E io andavo dal tg al televideo.
Ricordo che il giudice era morto dopo un'ora dall'attentato.
La moglie invece ha resistito fino a sera.
Ricordo mio papà, quando è tornato dal lavoro.
"Papà. E ades?"
"No ghe n'è solche lu!"

no ghe n'è solche lù...
te avea rason, papà.
Altri continuano a combattere in prima linea.
Altri continuano a ricordare.
E io insegnerò ai miei figli chi era Giovanni Salvatore Augusto Falcone.



Barbara78e
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1 commento:

  1. Un altro evento da ricordare, ahimè. La speranza è che non ce ne siano più da aggiungere alla lista.

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