venerdì 1 febbraio 2013

Racconto del mese: DICEMBRE



Puzzaneve e i sette vasetti.



C'era una volta un vecchio contadino, che aveva una figlia così puzzolente, ma così puzzolente che anche i maialini si tappavano il naso quando passava. Era nata in un giorno d'inverno, quando la neve era alta alta. Decisero allora di chiamarla Puzzaneve.

La matrigna, stanca di tutta quella puzza, decise di mandarla nel bosco da sola, sperando che qualche animale feroce se la mangiasse. Chiamò Puzzaneve e le disse di andare nel bosco a raccogliere tanti fiori profumati. Doveva andare proprio nel cuore della foresta. Solo lì infatti avrebbe trovato i fiori più fragranti. 
Puzzaneve si incamminò, ma arrivata a una radura, si accorse di aver perso il sentiero di casa. Si sedette sopra a un sasso e cominciò a piangere. Arrivarono tanti animaletti, curiosi di vedere chi si stesse lamentando così pietosamente. Le bestiole però se ne stavano alla larga, solo un puzzola osò avvicinarsi a Puzzaneve. 
"Perché piangi, bambina?" le chiese.
"Perché mi sono persa nel bosco. Non ero mai venuta da sola, ma la mia matrigna ha voluto che nessuno mi accompagnasse. Sono sicura che sapeva che mi sarei persa: non mi sopporta e avrà voluto sbarazzarsi di me". 
La puzzola la consolò e le disse che se voleva tornare a casa, non avrebbe dovuto far altro che trovare i Sette Vasetti e farsi aiutare da loro. Puzzaneve si incamminò e, dopo aver attraversato mezzo bosco, trovò il primo Vasetto. Si chiamava Profumolo e quando gli ebbe raccontato la sua storia, egli le donò una boccetta di profumo. La fanciulla se lo mise, ma invece di profumare, puzzava ancora di più. Partì alla ricerca del secondo Vasetto. Lo trovò nel bel mezzo di un cespuglio di mirto odoroso. Odorontolo, così si chiamava, egli le donò alcune foglie del suo cespuglio, con le quali strofinarsi. Ahimè! Il puzzo aumentò! 

Puzzaneve si recò allora dal terzo Vasetto. Aulentolo provò a farle masticare delle coccole aulenti, ma nemmeno questo funzionò. Le indicò la strada per il quarto Vasetto e le augurò buona fortuna. Essenzolo abitava nel bocciolo più profumato della foresta. Prima ancora di vederla, sentì il puzzo di Puzzaneve. Storse il naso, gli vennero degli enormi lacrimoni, ma anch'egli fece un dono alla fanciulla. Le mise delle gocce di essenza purissima dietro le orecchie, ma fu tutto inutile. Sconsolata, Puzzaneve si rimise in cammino. 
 Olezzolo provò con la brezza marina, ma anche i gabbiani che volavano più in alto di tutti, caddero a terra, tramortiti da tutto quel puzzo. Deodorontolo, sentendola arrivare, si chiuse in casa e fece finta di non esserci. Ormai non le rimaneva che l'ultimo Vasetto. 

Arrivò davanti alla sua porta, stanca, affamata e più puzzolente che mai! Il Vasetto ascoltò la sua storia e poi tuonò:" Io sono Bagnoschiumolo! E ti dico che l'unico rimedio al tuo puzzo è nient'altro che un bel... BAGNO!!!"
Detto questo, la agguantò e la scaraventò dentro a una tinozza con tutti i vestiti! Ci vollero altre cinque tinozze prima che tutto lo sporco venisse lavato via. Alla fine, Puzzaneve, profumava come una violetta e Bagnoschiumolo in persona la guidò fino a casa sua. La matrigna, non sentendo più il puzzo, ma una soave fragranza, si meravigliò così tanto che ancora oggi è lì ferma, imbambolata con gli occhi sgranati, a fissare quella che fu Puzzaneve.


Di Barbara Zanella
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