giovedì 14 febbraio 2013

La situazione della crisi vista da vicino.



E, dimmi amica mia,
nella tua zona che aria tira?


.. pessima...
...è quasi tutto fermo. Le aziende in attivo si contano sulle dita di una mano e per entrarci serve una paraculata grande come una casa (vedi Luxottica...).
Tutte le altre, in genere, hanno crediti enormi, ma non vengono pagate. Se poi hanno la sfiga di aver lavorato per lo Stato (Provincia, Regione, ma anche i Comuni), possono considerare persi i soldi. Il cugino di del mio compagno che ha fatto il parco fotovoltaico per il comune di xxxxx, avanza 500 mila euro... Gli rispondono che non ci sono soldi. Ora sta lavorando in Sicilia: gli hanno anticipato le spese e metà del lavoro, neanche fosse un altro Stato...
L'azienda di serramenti in pvc dove lavora mio cognato era in credito per centinaia di migliaia di euro, ma non aveva più liquidità. I suoi clienti continuavano a pagarli con appartamenti! Han dovuto vendere a una multinazionale. Ha retto, ma vediamo per quanto...

Il manufatturiero non esiste più. Migliaia di aziende satellite di Electrolux, Benetton, Tecnica, hanno chiuso i battenti, ma quelle non fanno notizia...
L'anno scorso, fra Veneto e Friuli, oltre 600 (SEICENTO) aziende hanno portato la produzione in Austria! Chi non ha sloggiato, o ha chiuso, o si è impiccato (almeno uno alla settimana dall'inizio dell'anno...).
Non è bella... proprio per niente...
E quello che fa più rabbia, è che tutti si comportano come se fosse tutto normale!
Figurati che mia suocera, un paio di mesi fa, è partita all'attacco: "Ma perché non iniziate a farvi la casa, visto che avete il progetto pronto e approvato? Non bisogna lasciare i soldi in banca! E' ADESSO CHE BISOGNA FARE DEBITI..."

...le ho chiesto cosa avesse sniffato prima di entrare...

Chi non ha chiuso o non si è buttato sotto un treno, in genere ha il pelo sullo stomaco: non si fa problemi a ricattare gli operai e a farli lavorare in situazioni allucinanti. Nell'azienda dove lavoro, due anni fa un ragazzo stava molando dei pezzi in magnesio. Si è incendiato. Per fortuna, la sua responsabile ha avuto il sangue freddo di bloccare i rinforzi che volevano gettare acqua e gli ha buttato una coperta addosso. E' stato fortunato ad essere ancora vivo e a non aver subito grosse conseguenze.
Lo stampaggio della plastica poi, avveniva in un reparto di 40 presse senza alcuna aspirazione. Gli operai hanno addirittura dovuto fare una guerra per poter avere un'uscita di sicurezza...

Finché non si tornerà a mettere l'uomo al centro del lavoro, ci saranno sempre più morti: ammazzati per le normative di sicurezza ignorate, e suicidati perché non arrivano a fine mese.

Non è bella.
Non è bella per niente.


www.pescepirata.it

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