ANEDDOTO
Un
autore quasi sconosciuto propone un libro che, dopo diversi giri,
finisce sul tavolo di Antonio Franchini, editor degli Omnibus. Il libro
piace ma è particolare, difficile da collocare. All’editor viene in
mente un titolo a effetto e decide di puntare su quello, lo propone
all’autore, che accetta. E il libro ha un successo straordinario.
L’autore è Paolo Giordano, il libro “La solitudine dei numeri primi”
I
numeri primi sono indivisibili, se non per se stessi o per uno. Questa
caratteristica li rende diversi e la loro diversità si traduce in
solitudine. Il titolo contiene quindi la tragedia del sentirsi diversi,
sulla quale si fonda il romanzo. Ovviamente il romanzo è di qualità per
aver conseguito tanto successo ma, a detta di Franchini, senza quel
titolo forte difficilmente Giordano sarebbe esploso.
Quanto conta l’editore nella scelta del titolo?
Come
si è visto dall’aneddoto, il titolo è un elemento importante, capace di
contribuire in modo determinante al successo di un libro.
L’editore ha sempre voce in capitolo
su questo aspetto, perché conosce il mercato meglio dell’autore. Dal
canto suo quest’ultimo conosce meglio il romanzo e può suggerire un
titolo attinente all’argomento del libro. La sinergia tra autore ed
editore è quindi la formula vincente per arrivare a una soluzione
originale, che soddisfi entrambi e soprattutto il pubblico.
Quando inviate a un editore il vostro manoscritto potete usare la formula:
Il titolo da me proposto è Oppure, se ne avete più di uno:
I titoli da me proposti sono
e di seguito l’elenco dei titoli a cui avete pensato. In questo modo
farete capire all’editore che avete iniziativa, ma che siete anche
disponibili a negoziare su questo aspetto.
Quali sono i segreti di un titolo efficace?
Immaginiamo
una persona che entra in libreria, si muove tra i vari espositori,
legge i titoli sui dorsi dei libri e ogni tanto ne estrae uno per
leggere l’incipit o la quarta di copertina. Che cosa l’ha convinto a
prendere in mano proprio quel libro? Il titolo, nella maggior parte dei
casi. Soprattutto se l’autore è esordiente e quindi poco o nulla
conosciuto.
I meccanismi di scelta sono poco razionalizzabili, più
vicini alla suggestione che al ragionamento. Vediamo allora se e come è
possibile creare questa suggestione.
Calvino
diceva che i titoli migliori sono quelli brevi, fatti di una sola
parola, che si possono ricordare subito. Poi, però, ammetteva che il suo
titolo più brutto era "Palomar", e il più bello "Se una notte d'inverno
un viaggiatore..."
E questo già fa capire che per dare
un titolo a un’opera
non ci sono formule magiche né matematiche.
Sintetizzando però possiamo elencare alcune caratteristiche presenti nei
titoli “di successo”.
-
Il titolo è evocativo (“La solitudine dei numeri primi”, “Figli di un dio minore”)
- Specifica il
genere del romanzo (“Assassinio sull’Orient Express”, “Portello Pulp”)
- Richiama
elementi forti del romanzo (“Shining” “Il codice Da Vinci” )
- Ha un
significato preciso rispetto alla trama (“Camera con vista”, “La bambina che amava Tom Gordon”)
- Prende il nome del
protagonista.
In questo caso però deve trattarsi di un personaggio forte, di quelli indimenticabili (“Dracula”, “Anna Karenina”)
È
ovvio che nessuno può insegnare a titolare un’opera, però conoscendo
gli elementi che suscitano di solito interesse nel lettore si può
lavorare su quelli.
Vi propongo un esercizio/ gioco. Io invento una trama, voi trovate il titolo a questo libro.
TRAMA
L’equipaggio
della “Pescepirata” approda a un’isola misteriosa, che a prima vista
sembra disabitata. Secondo una vecchia mappa rinvenuta dai capitani pare
che in quest’isola si celi un favoloso tesoro. I pirati sbarcano per
cercarlo e si sistemano costruendosi capanne di legno e paglia. La
situazione è divertente, persino romantica, e i pirati si lasciano
andare a una serata di festa sulla spiaggia a base di rum e canzoni.
La
mattina seguente però i due capitani sono scomparsi e al loro posto
viene trovato un biglietto con delle indicazioni. Se vogliono ritrovarli
vivi devono scrivere tutti insieme il primo capitolo di un libro e alla
sera posarlo sotto a un albero, in un punto preciso dell’isola. La
mattina seguente troveranno il primo indizio per cercare i capitani. Per
avere il secondo indizio dovranno scrivere il secondo capitolo, e così
via: ogni giorno un indizio e un capitolo da scrivere.
A libro
finito, con l’ultimo indizio, la ciurma ritrova i capitani e scopre che
sono stati proprio loro a simulare il rapimento, per costringere
l’equipaggio a scrivere. Il tesoro non esiste, o meglio il tesoro è
proprio il libro che hanno scritto a più mani, che pubblicato da un
importante editore, diventerà un best seller.
TITOLO?
A voi inventare un titolo per
questo pastrocch 
questo capolavoro letterario.
Lezione nr 1
Lezione nr 2
Lezione nr 3
www.pescepirata.it